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Amianto: è ancora emergenza in Italia?

5 dicembre 2019 - Tempo di lettura: 2 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

di Giorgia Baiguini

Non è solo una scusa per chiudere le scuole, ma è un problema serio!!

L’amianto (o asbesto) è un insieme di minerali, è un materiale fibroso che nel tempo si sbriciola in minuscole parti che si disperdono nell’aria e, se noi lo respiriamo o ne veniamo a contatto, rischiamo infezioni alle vie respiratorie e tumori alla laringe o ai polmoni.

Nell’antichità veniva utilizzato come materiale per vestiti e come isolante negli edifici, perché non è infiammabile. Molto diffusi, anche ai giorni nostri, sono gli isolanti come la lana di vetro, la lana di roccia ed altri materiali affini. Particolarmente nocivo per la salute è il fibrocemento (meglio conosciuto come “eternit”), una mistura di amianto e cemento particolarmente friabile e quindi soggetta a danneggiamento o frantumazione.

Oggi in Italia è vietato il suo utilizzo, anche se in alcuni edifici è ancora presente. Lo confermano i dati: nella nostra penisola ci sono circa 370 mila strutture che contengono amianto. Di questi, ben 50 mila sono edifici pubblici, scuole comprese. Non fa parte di questo triste numero, per fortuna, la nostra scuola che non ha alcuna parte in amianto – come ci è stato riferito dall’Ufficio Tecnico del Comune di Lovere che abbiamo interpellato. Lo stesso vale per gli altri edifici pubblici presenti nel nostro paese.

Guardandoci in giro, però, anche nelle realtà vicino a noi, si nota ancora la presenza di eternit sui tetti di alcune case, a copertura di capannoni e fabbriche.

Un altro dato ci fa riflettere sulla pericolosità e sulla minaccia che rappresenta per noi: solo in Italia sono morte dal 1993 al 2012, per tumore (mesotelioma maligno) oltre 6 mila persone all’anno.

E dire che la normativa n. 257/92 che recepisce la direttiva CEE 91/382 sancisce il divieto di estrazione, produzione e commercializzazione dell’amianto. Mentre il D.M. del 6 settembre 1994, stabilisce i metodi per la bonifica, il trasporto e il deposito dei rifiuti contenenti amianto. Il decreto contempla inoltre i dispositivi per la tutela della salute.

Considerando che per l’amianto si può morire, invitiamo tutti, sia nel settore pubblico ed in quello privato, ad eliminare questo pericoloso materiale, rivolgendosi sempre a personale qualificato o preposto da enti locali e regionali, come ASL e ARPA, in modo da non recare danni maggiori a sé stessi e agli altri.

Tetto di amianto, pericoloso ed esteticamente brutto
Un bel tetto in tegole, sicuro e di grande impatto estetico